Napolitano rimanda al mittente le polemiche sul caso Geithner

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo alle polemiche attorno al caso Geithner, ha ammesso di non aver mai saputo di "pressioni e coartazioni subite dal presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati" a proposito degli eventi che portarono alle dimissioni di Silvio Berlusconi dalla carica di presidente del Consiglio. "Le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate il 12  novembre 2011 dal Presidente Berlusconi e già preannunciate l'8 novembre - precisa ancora Napolitano in una nota - non vennero motivate se non in riferimento, in entrambe le circostanze, a eventi politico-parlamentari italiani". Leggi anche In Europa avevo ragione, fu colpo di stato. Il Cav. spiega Geithner (e altro)
16 AGO 20
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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo alle polemiche attorno al caso Geithner, ha ammesso di non aver mai saputo di "pressioni e coartazioni subite dal presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati" a proposito degli eventi che portarono alle dimissioni di Silvio Berlusconi dalla carica di presidente del Consiglio. "Le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate il 12 novembre 2011 dal Presidente Berlusconi e già preannunciate l'8 novembre - precisa ancora Napolitano in una nota - non vennero motivate se non in riferimento, in entrambe le circostanze, a eventi politico-parlamentari italiani".
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"Gli episodi rivelati dall'ex segretario di Stato al Tesoro degli Stati Uniti e da altri - spiega il Quirinale - sono relativi a riunioni, tenutesi nell'autunno del 2011, di consessi europei e internazionali cui il presidente della Repubblica italiana, al pari degli altri Capi di Stato non dotati di poteri esecutivi, non aveva titolo a partecipare e non partecipò: dunque nulla può dire al riguardo".
Sulle dismissioni di Berlusconi da Presidente del Consiglio Giorgio Napolitano fornì, sempre secondo il Quirinale "un'ampia ed esaustiva ricostruzione e valutazione nel discorso tenuto il 20 dicembre 2011 in occasione della Cerimonia di scambio degli auguri con i rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche. In quel discorso, così come nel messaggio televisivo del 31 dicembre, possono ritrovarsi tutte le motivazioni relative a fatti politici interni e a problemi di fondo del paese come quelli della crisi finanziaria ed economica che l'Italia stava attraversando nel contesto europeo".